martedì 15 dicembre 2015

Tempo di Auguri

Mi sono resa conto di stare trascurando questo mio blog, ci sono diversi lavori sui ferri ma non sono ancora riuscita a pubblicarli ed intanto è quasi arrivato il Natale.

Ho deciso perciò di prendermi una pausa dai social e quindi in questo post dicembrino pubblico i miei più sentiti auguri a tutti voi per un Natale sereno e luminoso da trascorrere con chi amate.





Nell'immagine il nostro albero di Natale di quest'anno, all'insegna della sobrietà (e praticità...)

lunedì 2 novembre 2015

La sciarpa del Matematico

"Ecco! Per me non fai mai niente!". La fatidica frase che mi sento ripetere dal maritozzo, maglisticamente trascurato. E' giunto perciò il tempo per mettere mano a qualcosa anche per lui, che non ama i maglioni di lana ma apprezza molto sciarpe e berretti a protezione dal freddo torinese.

Avevo a disposizione da tempo delle matasse di filato misto lana-seta che ho doppiato perchè molto sottile, di un bellissimo grigio perla, donatomi da una gentile signora incontrata ad un sabato di knitting.
Dopo averci pensato su parecchio mi sono decisa a fare una sciarpozza personalizzata per il marito.
Quale miglior scelta che realizzare una sciarpa nastro di Moebius con un motivo reversibile?

Ed ecco qui La sciarpa del Matematico.


Il motivo che ho scelto è Parallelograms: un pattern reversibile che si può indifferentemente lavorare sia con i ferri diritti che con i ferri circolari in tondo senza bisogno di adattamento (strano ma è così, provare per credere).
Si lavora impostando le maglie in multiplo di dodici, per questa sciarpa ho avviato 324 maglie (non finivano più).



Il modello di sciarpa di questo tipo è comodissimo: non si rischia di perdere la sciarpa e si può indossare in diversi modi. Il filato inoltre ha reso moltissimo, ne sono bastati 150 gr.: il risultato è un tessuto estremamente morbido e confortevole, oltre che leggero.

Finalmente anche il marito, e matematico, è soddisfatto!

giovedì 22 ottobre 2015

Gnomo Gilberto

A Cuore di Maglia si comincia a respirare aria di Natale.
All'ultimo incontro di knitting del Lingotto la vicepres mi ha passato due gomitoli di cotone rosso e bianco con l'incarico di ideare un Dudù natalizio.

Da quei gomitolini è nato lo Gnomo Gilberto che propongo qui nel mio blog e il cui schema è già stato affidato alle laboriose mani di numerose cuoresse che si sono già messe all'opera per rallegrare le cullette dei piccolini delle TIN per le Feste di Natale.



Ogni Dudù può essere personalizzato con l'aggiunta di un piccolo ricamo a maglia o di un fiocchetto.

Se siete interessati allo schema scrivetemi in privato.

lunedì 12 ottobre 2015

Like a pea in a pod

Ideare qualcosa di nuovo per Cuore di Maglia mi dà enorme soddisfazione, inoltre le cuoresse (e cuoressi, sì, ci sono anche degli uomini) sono assetate di novità da realizzare per i piccoli delle TIN, perciò traendo ispirazione dall'Ortolana, di cui ho parlato nel mio precedente post, ho realizzato questo completino "baccello": sacco nanna con il berretto coordinato.

Per dargli un nome ho parafrasato il famoso modo di dire "stare come due piselli in un baccello" ("be like two peas in a pod") ad indicare un luogo confortevole e naturale in cui si sta magnificamente: un accogliente e coccoloso sacco nanna per un bimbo piccolino.




Pensando ai bimbi, e ai piselli, mi è anche tornata alla mente la celebre fiaba di Andersen "Cinque in un baccello" che è sempre divertente da leggere:

"C’erano una volta cinque piselli nello stesso baccello: erano tutti verdi, il baccello era verde, e perciò credevano che tutto il mondo fosse verde. Sin qui, bisogna dirlo, avevano un po’ di ragione."




domenica 27 settembre 2015

Filo lungo filo e l'Ortolana

Come ogni anno è tornata la rassegna "Filo lungo filo" al Villaggio Leumann di Collegno (TO) ma quest'anno con una novità: l'installazione l'Ortolana, frutto della collaborazione delle Donne ai ferri corti e il Knit del Lingotto e che ha ospitato Cuore di Maglia.



lunedì 14 settembre 2015

Una coperta per Anabah

Cuore di Maglia ha aperto il suo grande cuore all'ospedale di Emergency ad Anabah in Afganistan.
Le cuoresse infatti si stanno mobilitando per realizzare tante morbide copertine da inviare al centro maternità di questo ospedale.


Perciò tutte le volenterose si diano da fare: la data di scadenza per la raccolta è il 7 di novembre.

martedì 1 settembre 2015

Donne al volante

Donne al volante pericolo costante, per fortuna un vecchio detto ormai desueto.

Con il post di oggi voglio ricordare che, oltre ad avere premi assicurativi più bassi perchè ritenute più prudenti alla guida, le donne hanno anche un altro misconosciuto record: sono le prime ad aver guidato l'automobile su strada su lunga distanza.


Questo record infatti è tenuto dalla Signora Bertha Ringer Benz, moglie e socia in affari del signor Karl Benz, che nel 1886 ha portato l'attenzione di tutto il mondo sulla Benz Patent-Motorwagen facendo ottenere i primi introiti all'azienda, proprio grazie al primo viaggio effettuato alla guida di un'automobile.




Infatti, strano a dirsi, fino a quel momento le auto non erano ancora state usate per viaggiare ma solamente sperimentate in giri di prova su brevi percorsi.

Non posso che provare simpatia per questa signora che, senza parlarne al marito e senza alcuna autorizzazione delle autorità, ha percorso 106 km su strada con un veicolo sperimentale assieme a due dei suoi cinque figli.

Anche se lo scopo apparente del viaggio era di visitare la madre, Bertha Benz aveva altri motivi: voleva dimostrare al marito, che non era riuscito a prendere in considerazione la commercializzazione della sua invenzione in modo adeguato (ed in cui entrambi avevano pesantemente investito), che sarebbe diventata un successo finanziario una volta che avesse dimostrato di essere utile al pubblico.

Per ricordare questo storico evento nel 2008 è stata inaugurata la Bertha Benz Memorial Route, una strada a tema che va da Mannheim a Pforzheim.

lunedì 24 agosto 2015

La fiaba di Temperino ed il Re di Francia

Oggi  mi sono ricordata di una fiaba che mi piaceva raccontare ad Elena quand'era piccolina, tratta da "Fiabe italiane" di Italo Calvino, si intitola "La prima spada e l'ultima scopa" e mi è venuta voglia di raccontarla qui.
Questa raccolta dovrebbe essere negli scaffali di ogni famiglia italiana, da leggere e rileggere in compagnia dei bambini.

Curiosamente  ci sono numerose fiabe tradizionali che hanno come eroina una ragazza e non solo nei panni di povera vittima di angherie perpetrate da matrigne, streghe, orchi eccetera eccetera, ma anche come coraggiosa ed intraprendente fanciulla, basti ricordare Fantaghirò.

La Disney, con le sue principesse di ultima generazione, non ha inventato proprio nulla: vale ancora la pena di raccontare queste fiabe, alla faccia dei detrattori e dei sostenitori delle fiabe "politicamente corrette".

E veniamo alla fiaba




LA PRIMA SPADA E L’ULTIMA SCOPA

C'era una volta un ricco mercante che aveva sette figlie femmine.
Era felice ma c'era una cosa che lo angustiava: il suo dirimpettaio, anch'esso mercante, che aveva sette figli maschi, tutti i giorni lo canzonava con la frase: ”Buongiorno mercante delle sette scope!”
Un giorno la più piccola delle ragazze dispiaciuta di vedere il padre rattristato, e venendo a conoscenza del motivo, disse: "Padre non preoccupatevi, vi dico io cosa dovete rispondere".
Il mattino dopo il mercante lanciò all'avversario questa sfida: "Sfido la vostra prima spada contro la mia ultima scopa a chi riesce a rubare la corona e lo scettro al Re di Francia. Chi perde darà tutti i suoi averi all'altro".
Il dirimpettaio accettò, pensando ad una sicura vincita ed il figlio maggiore si bardò di tutto punto, salì sul suo cavallone, felice al pensiero di fare una bella passeggiata a Parigi in compagnia di una graziosa fanciulla.
Invece alla partenza si vide arrivare una ragazzina vestita da paggio a cavallo di una cavallina bianca.
Al via la cavallina scattò in avanti ed in un attimo fu già fuori dalla vista.
Incontrarono un bosco: la cavallina saltava, schivava rami, fossi, girava di qua, girava di là ed in un attimo fu fuori dal bosco.
Il ragazzo col suo cavallone scivolava, inciampava, andava a sbattere nei rami e impiegò un mucchio di tempo.
La ragazza arrivò a Parigi in un attimo, il ragazzo si impantanò.
Una volta in città, si presentò col nome di Temperino e si impiegò presso lo scrivano del Re, che vedendolo così bravo e cortese lo portò con sè a Corte.
Il Re lo vide e ne rimase colpito e molto ben impressionato, per non dire attratto.
Perciò andò dalla madre e disse: "Madre! Temperino ha vita sottile, mano gentile, Temperino è la donna che fa per me!", la Regina allora escogitò degli stratagemmi per scoprire se Temperino fosse maschio o femmina. Ma grazie alla cavallina bianca, che col suo comportamento le suggeriva le cose giuste da fare, non si fece scoprire.
Allora la Regina disse al figlio: "Invita Temperino alla pescheria Reale, con la scusa del caldo lo inviti a fare il bagno, e così vedrai se è una ragazza".
Al momento cruciale Temperino non sapeva cosa fare per evitare di spogliarsi, ma arrivò la cavallina a trarla d'impaccio fingendo di essere imbizzarrita. "La mia cavallina è imbizzarrita!" gridò, corse via portando con sè lo scettro e la corona del Re di Francia, ritornò a Napoli cantando ” Fanciulla son partita, fanciulla sono tornata, lo scettro e la corona ho conquistato”.


E' una fiaba in cui l'elemento magico è estremamente ridotto, costituito solo dalla cavallina che aiuta la protagonista ad avere la meglio.
Inoltre il finale è abbastanza inconsueto: la ragazza non sposa il re di Francia e se ne torna a casa col suo bottino lasciando il poveretto a struggersi nel dubbio se il proprio oggetto d'amore fosse maschio o femmina.
Un invito ante-litteram all'autodeterminazione femminile.

domenica 9 agosto 2015

Umbria

E dopo le settimane al mare dedico questo post al resto della nostra vacanza: un giro dell'Umbria, che non avevamo ancora visitato assieme ad Elena.

Ci siamo sistemati a Perugia, bellissima città, e da lì siamo andati a visitare gli altri bellissimi borghi della regione "Cuore verde d'Italia".

Perugia e la Fontana Maggiore

Assisi - Basilica di San Francesco
A Spoleto abbiamo trovato questo modernissimo sistema di spostamento ettometrico, dotato di ascensori e tapis-roulant, che consente di spostarsi per tutto il centro storico e che speriamo si conservi sempre efficiente e pulitissimo come l'abbiamo trovato.

Spoleto - Metro-a-piedi-politana


Spoleto - La Cattedrale
Siamo andati anche a visitare il Lago Trasimeno, con una puntata ad una delle sue isole, dove non eravamo mai stati.

Lago Trasimeno - Isola Maggiore
Ad accoglierci allo sbarco abbiamo trovato questa simpatica "Libreria senza libraio"

Isola Maggiore 

Ed anche per quest'anno le mie vacanze estive sono terminate e purtroppo ora siamo rientrati, mi riservo però di godermi ancora qualche gita fuori porta.

Ringrazio il maritozzo che ha contribuito con alcuni suoi scatti insoliti.


lunedì 27 luglio 2015

Vacanze 2015: Puglia

Per le vacanze di quest'anno abbiamo scelto una nuova meta: il Gargano.

Non c'eravamo mai stati, colpa delle 14, dico quattordici, ore che ci sono volute per arrivarci.

Ne è valsa la pena? Direi di sì, anche il maritozzo sembra apprezzare il relax totale che comporta stare in un villaggio in mezzo al verde con piscina e a pochi passi dal mare.

Le giornate scorrono: piscina al Sea Garden Club


Specialità locali: la Paposcia


Visite in borghi caratteristici: Vieste


E un po' di sano sferruzzo



Buone Vacanze a tutti!

giovedì 9 luglio 2015

Piccole scienziate crescono

La donna a cui dedico il post di oggi non è una scienziata ma potrebbe diventarlo.

Era ancora una ragazzina quando nel 2004 ha salvato i turisti che erano con lei nell'hotel di
Maikhao Beach a Phuket, in cui trascorreva le vacanze natalizie, dallo tsunami, grazie a ciò che aveva appreso a scuola durante una lezione di geografia.
Fonte BBC News
Si tratta di Tilly Smith che all'epoca aveva 10 anni e solo due settimane prima seguendo una lezione a scuola aveva appreso quali sono i segnali che caratterizzano l'arrivo di uno tsunami e che quando aveva visto il mare ribollire e ritirarsi aveva dato l'allarme e consentito di evacuare tempestivamente la spiaggia salvando così la vita ad un centinaio di persone.



Ho voluto ricordare questo evento per sottolineare quanto sia importante l'insegnamento di materie scientifiche a scuola e quanto sia fondamentale una didattica che interessi i ragazzi alla conoscenza della realtà che ci circonda, della natura e dei fenomeni ad essa legati.

E per finire tanto di cappello a questa ragazzina così sveglia ed intelligente da applicare delle conoscenze appena apprese per riconoscere un pericolo imminente e con tale prontezza di spirito da dare immediatamente l'allarme. E grazie anche ai suoi genitori che le hanno dato retta.

Vi segnalo un film sugli eventi dello tsunami tratto da una storia vera : The impossible

sabato 4 luglio 2015

Disegnando qua e là

Come forse sapete tra le varie cose di cui mi diletto c'è anche la pittura e dopo avere visto quanto costano le stampe di fumetti su tela ho deciso di farle da me.

Ecco gli ultimi tre quadretti, dedicati a Snoopy, che adesso decorano il mio ufficio.
Magari non saranno perfetti ma fanno la loro porca figura.



Sono realizzati con colori acrilici su tela 40x40 cm.

giovedì 2 luglio 2015

Parola d'ordine: decluttering

Ho trovato molto utile poter usare la parola decluttering, che gli inglesi e gli americani si sono inventati ed il cui significato vero e proprio è “togliere quello che ingombra” per sostituire la frase "mettere in ordine".
Perchè usare una parola inglese? Non è solo per pigrizia, o amore per la sintesi (poter riassumere in una parola un concetto più complesso è molto comodo), ma perchè mi spaventa di meno.
Vengo a spiegarmi meglio: quando dico "Sù, mettiamo in ordine" oltre ad assistere ad un fuggi fuggi generale sento subito un peso calarmi sulla testa e tremo all'idea di ritrovarmi sola a spalare scartoffie, spostare mobili, calare scatoloni.
Se invece con nonchalance affermo "facciamo decluttering" già l'interlocutore non capisce bene di cosa si tratta, vista l'assonanza con altre attività magari anche piacevoli che finiscono in -ing, ha quell'attimo di smarrimento e rimane incastrato.

Non mettevo ordine in casa ormai da eoni fino a quando un giorno mio marito ha avuto la geniale idea di fotografare gli angoli del nostro appartamento: la visione delle immagini mi ha scioccata mettendomi di fronte ad una situazione troppo simile a sepolti in casa.
Appena mi sono ripresa dallo stato di prostrazione in cui mi ero gettata e preso coscienza della necessità di intervenire ho deciso che grazie al decluttering ne sarei potuta uscire.
E' un concetto molto più maneggevole e più semplice da gestire, non evoca eventi epocali come le "pulizie di primavera" o il "cambio armadi", dà l'impressione di potersi organizzare un po' per volta, è amico dell'ambiente e dopo ci si sente più leggeri e forse anche più buoni.
Sempre a patto che ci sia qualcuno che ci dia una mano e se non è il marito o gli amici è bene trovare una persona di fiducia, magari cui dare un compenso, senza remore e senza vergogna.

Veniamo al dunque: dopo pensamenti e ripensamenti mi sono decisa l'altro giorno a prendere ferie e a dedicarmi a quest'attività, tanto per togliermi il grosso.

Per cominciare ecco alcuni spunti utili che potete applicare subito
  • Gettare via un oggetto al giorno


A dirlo così sembra banale ma consente di guardare le cose da una prospettiva diversa: perchè tenere quella tazza sbrecciata o lo scolapasta senza un manico vecchio come il cucco? Buttare buttare!

  • Corollario: Se un oggetto non lo usate da 10 anni vuol dire che non vi serve
In casa dei miei genitori c'è sempre stata l'abitudine di conservare tutto, perchè magari un giorno "ven a' taj" (venire a taglio, cioè tornare utile), non buttare gli oggetti per paura di pentirsene in futuro: "ma perchè mi sono liberata del barbagianni impagliato della zia di Cantù che adesso mi servirebbe proprio? Naaaaaaa.
  • Suddividere gli oggetti in: da buttare, da tenere, da donare
How to declutter your home

Per questo passo può tornare utile diffondere la voce che si hanno oggetti da dare via tra amici e parenti, cercare indirizzi utili dove portare ciò che non serve ma è ancora in buono stato, come vestiti, giochi e anche libri.
Qualche esempio: parrocchie, mercatini dell'usato (che personalmente però non consiglio) e dello scambio, ecocentriludoteche e ospedali, luoghi dove si effettua il bookcrossing, associazioni di volontariato e di genitori ed anche il gruppo Facebook "Te lo regalo se vieni a prenderlo". 
Alcuni oggetti si riescono anche vendere, come gli articoli sportivi o gli elettrodomestici, grazie agli annunci on-line. Il web offre un sacco di risorse.
  • Procedere senza pietà


Questo è sicuramente il passo più difficile che comporta il successivo assunto
  • Non ricominciare daccapo


Il concetto è semplice, ma non sempre di semplice applicazione: non ricominciare ad accumulare.
Nuovamente occorre essere senza pietà: se si porta in casa uno si butta due (o almeno uno).
Un suggerimento potrebbe essere inoltre cambiare abitudini, per esempio per chi ama libri e lettura investire soldini in un e-book reader.
E per finire è vitale poter contare sulla collaborazione degli altri membri della famiglia, tra cui sicuramente si nasconde il vostro nemico: l'accumulatore compulsivo.

Esistono un sacco di libri sull'argomento dato che ormai non impariamo più da mamme e nonne.
L'ultima novità è Il magico potere del riordino giapponese di Marie Kondo, di cui potrete trovare numerosi tutorial su Youtube.



sabato 27 giugno 2015

Gift

Sono fortunata. Sì sono una lanista fortunata e ricevo doni bellissimi.

Come questa matassa di merino-seta tinta a mano, che, vista la tinta arcobaleno, casualmente è anche in tema con la giornata.



Dato che adesso mi sono attirata le invidie di tutt@, per farmi perdonare vi svelo come potete procurarvene di simili in mille altri fantastici colori, cliccando qui:

E adesso l'ardua impresa di trovare un pattern adatto...

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martedì 23 giugno 2015

Ode all'infradito

Se mi chiedessero di scegliere tra il tacco 12 e l'infradito, io scelgo l'infradito. Ecco, l'ho detto senza se e senza ma: sono tipa da infradito. Sì lo so, ultimamente sull'infradito se ne sentono di tutti i colori. Ma lasciatemi libera di non credere ad una parola di questa campagna denigratoria.


L'infradito è simbolo di libertà e soprattutto significa che l'estate è arrivata, è prodromo di spiagge e onde, di camminate sul bagnasciuga o su bordo piscina o anche solo sull'erba del parco.

L'infradito ha anche un propria eleganza, sobria e naturale, i giapponesi ne sanno qualcosa visto che coltivano una cultura millenaria su queste calzature, le uniche prima dell'arrivo degli occidentali.

calzature-tradizionali-giapponesi

Se ne sono ritrovate nelle tombe degli antichi Egizi (al Museo Egizio di Torino se ne possono ammirare alcuni reperti) e facevano parte dell'abbigliamento degli Aztechi e dei Maya.


Museo Egizio di Torino
Possono essere fonte di ispirazione e declinate sia in dolce



che salato....




Si prestano a mille varianti, sia per piedini piccolini

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che per adulti.


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E qui potrete trovare 12 fantastici progetti di infradito fai da te

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lunedì 22 giugno 2015

La coperta più grande del mondo

A Trieste questa domenica si è svolta una manifestazione particolarissima: gruppi di donne si sono raccolte nella piazza Unità d'Italia per cucire la coperta più grande del mondo unendo pezze lavorate all'uncinetto provenienti da tutta Italia e anche dall'estero, e cercare di battere il record tenuto dal Sud Africa. L’iniziativa è partita dalla fiber artist Luisa De Santi per l’associazione culturale Picknitartcafe
Qui l'articolo: Trieste: coperta da Guinnes

La superficie raggiunta è di 3.080,70 metri quadrati per un totale di 12.323 pezze.

Ringrazio Antonio Marano che ha acconsentito alla condivisione del suo video.



Sono venuta a conoscenza di quest'iniziativa alcuni mesi fa tramite il blog Mettiamoci una pezza e l'Associazione Animammersa, cui ho fatto pervenire anche il mio quadrotto che è andato ad aggiungersi alla grande zona rossa realizzata delle donne dell'Aquila con lo slogan "Una zona rossa, ovunque si trovi, è questione nazionale".
A parte entrare nel Guinnes dei Primati si tratta della più grande installazione di Urban Knitting in Italia.



Le coperte saranno nuovamente divise e vendute ed il ricavato andrà all’Aism, Associazione italiana sclerosi multipla, di Trieste.

venerdì 12 giugno 2015

A proposito di Cookies

In questi giorni si sente parlare ovunque dei cookies dei siti o blog e del provvedimento del Garante della privacy.

Dato che il mio blog, modestamente, non fa uso di cookies ma comunque non vorrei essere da meno pubblico oggi l'unico cookie che potete trovare e scaricare liberamente aggratis dal mio blog.


Auguro perciò buona giornata a tutti e buon sferruzzamento.

Pattern

giovedì 4 giugno 2015

Enigma

Recentemente ho avuto occasione di vedere il film dedicato alle scoperte di Alan Turing e alla sua personale drammatica vicenda.
Tra i personaggi delineati c'è anche quello di una donna, Joan Clarke, diventata grande amica del matematico e unica donna presente nel gruppo di Turing impegnato a decodificare i messaggi crittografati dei tedeschi durante la 2a guerra mondiale.

Joan Clarke (a destra Keira Knightley nei suoi panni)


Ammetto per un attimo di aver pensato che si trattasse di un personaggio "inventato" in considerazione del politically correct che vige attualmente in certe produzioni hollywoodiane che impongono che in una pellicola ci sia anche un personaggio femminile. Sono stata ben felice di scoprire che Joan Clarke è esistita e ha potuto contribuire con il suo intelletto alla soluzione del conflitto mondiale.

sabato 16 maggio 2015

Il Salone Off con Licia Troisi

In questi giorni si sta svolgendo a Torino il Salone del Libro, attorno a cui ruotano numerosissime iniziative sparse per la Città che costituiscono il Salone Off.



Flavia, Elena e Licia Troisi



Nell'ambito di una di queste iniziative, grazie a Flavia e alla Libreria il Gatto Immaginario, abbiamo avuto l'opportunità di conoscere la scrittrice Licia Troisi, una delle maggiori esponenti italiane del genere fantasy.
Per chi non la conosce basti sapere che ha iniziato giovanissima e ha già scritto numerosi romanzi, le saghe: Cronache del mondo emerso, La ragazza Drago e ultimo in uscita Pandora, già tradotti in 19 lingue in 18 paesi, a dimostrazione del successo riscontrato tra il giovane pubblico (e non).
Sono già stati trasformati in fumetti e chissà che non arriveranno anche ad avere una trasposizione cinematografica.

Di persona è graziosissima e simpatica e mi ha piacevolmente stupita che in "real life" sia un'astrofisica attualmente dottoranda in astronomia, a dimostrazione che anche gli scienziati possono scrivere romanzi di successo.

Si è gentilmente prestata a posare con Elena e Flavia per la foto di rito dopo ovviamente avere autografato il suo libro per Elena.

E' stato un bellissimo ed interessante incontro: grazie a tutti!

mercoledì 13 maggio 2015

Google e le donne


Il doodle di Google di oggi è dedicato ad una scienziata nel 127° anniversario della nascita, e mi dà l'occasione di parlare di un'altra donna che ha fatto la differenza nel mondo della scienza.





Si tratta della geofisica Inge Lehmann.



Qualcuno avrà sentito parlare della "discotinuità di Lehmann" la discontinuità sismica esistente sotto i continenti, senza conoscere la provenienza del nome e tantomeno sapere che appartiene ad una donna, che ha dedicato la sua lunghissima vita allo studio dei terremoti e delle loro cause.

Di origine danese La Lehmann fece studi matematici e dopo aver superato l'esame in geodesia prese a far parte del dipartimento di sismologia all'Istituto Geodetico di Danimarca. Dopo la pensione si trasferì negli Stati Uniti dove proseguì i suoi studi.
Molti sono i riconoscimenti per le sue conquiste scientifiche e fu la prima donna a ricevere la medaglia William Bowie (1971) per la geodetica.

lunedì 11 maggio 2015

Panini al cioccolato con la macchina del pane

Oggi ho sperimentato la ricetta dei "pangoccioli": per la nostra colazione abbiamo bisogno di qualcosa di stuzzicante che non ci induca a fare la colazione al bar, comodo sì, ma anche dispendioso.


Prima e dopo

Il web è strapieno di ricette di tutti i generi, ne ho consultate parecchie e non riesco a ritrovare il link di quella cui mi sono ispirata, ma grossomodo il procedimento per la macchina del pane è questo.

Ingredienti da introdurre in quest'ordine

130 gr. di acqua tiepida
130 gr. di latte tiepido
1 uovo sbattuto
30 gr. di burro
30 gr. di olio evo
1/2 cucchiaino di sale

200 gr di farina bianca
300 gr di farina Manitoba
100 gr. di zucchero
1 bustina di vanillina

1 cucchiaino di lievito di birra secco
1 cucchiaino di lievito madre secco

Avviare la macchina del pane con il programma di solo impasto (quello per la pizza per intenderci).

Una volta ottenuto l'impasto aggiungere 50 gr. di gocce di cioccolato e con le mani unte di olio impastare nuovamente. Suddividere l'impasto in panini grandi come un uovo, porli su  una teglia rivestita di carta forno e lasciarli lievitare ancora (almeno un'altra mezz'ora).
Cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 15-20 minuti o fino a quando i panini non sono dorati.
Li ho assaggiati e sono buonissimi, quindi vi potete fidare!

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sabato 2 maggio 2015

Esperimenti di acquarello

Da diverso tempo non dipingevo più, complice il lavoro a maglia che ha incominciato a darmi maggiori soddisfazioni.
Oggi sono tornata al mio primo amore, ho ripreso in mano i pennelli e tirato fuori i fedeli vecchi colori, quelli non tradiscono mai, puoi lasciarli nel cassetto per anni e voilà, un goccio d'acqua e tornano a brillare sotto le setole che scorrono sulla carta.



Vi mostro gli esperimenti di oggi. L'ispirazione è la pittura giapponese, realizzata di getto, le pennellate del fiore mi sono servite a sciogliere un po' la mano.




Gli elementi della natura sono sempre una grande fonte d'ispirazione. Credo di poter migliorare la pennellata in modo che sia più spontanea, meno rigida. Non sono ancora soddisfatta pienamente del risultato, ci vuole applicazione e soprattutto pazienza.



lunedì 27 aprile 2015

Sempre col Cuore

Il Camp di Cuore di Maglia di quest'anno, per la cronaca il 6°, l'ho vissuto in versione ridotta, tutto in una sola giornata. Nonostante questo è sempre un'esperienza intensa a cui non potevo rinunciare. Volevo rivedere persone, conoscerne di nuove, intrecciare nuovi fili di comune passione.

Fortunatamente ho anche trovato una compagna di viaggio, la preziosissima Fiorella, del gruppo Donne a ferri corti di Collegno, con cui ho trascorso un gradevolissimo momento di chiacchiere e sferruzzo in treno.

Ci ha accolto Villa Pomela, che ormai non può più fare a meno di noi!





Per chi non sapesse cos'è Cuore di Maglia ecco dei nuovi filmati proiettati al Camp di quest'anno che spiegano eloquentemente l'attività dell'associazione.










Per le foto di questo post ringrazio tutti gli amici e le amiche di Cuore di Maglia che ci hanno fotografato e hanno condiviso su fb (io ho dimenticato la macchina fotografica e quelle fatte col mio telefono sono venute malissimo!).



Al prossimo anno!

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sabato 18 aprile 2015

Torino Comics 2015

Ed ecco  arrivato anche quest'anno l'evento più atteso da Elena: Torino Comicsgiunto alla sua 21a edizione.


Si tratta, come suggerisce il nome, della rassegna di fumetti di Torino che spazia dai manga, gadget di ogni tipo di ogni saga manga e anime esistente ed immaginabile, e Cosplay.


venerdì 27 marzo 2015

Non solo fascino



Nella mia rassegna di donne e invenzioni mi è stato suggerito da una amica knitter, di parlare di Hedy Lamarr, la celebre attrice hollywoodiana degli anni '40.



Per mia precisa scelta non parlo di donne divenute celebri nel mondo dello spettacolo o della letteratura, campi in cui le donne hanno trovato minori ostacoli per emergere, ma solo di quelle che hanno dato un contribuito all'evolversi della scienza e della tecnologia.

Perciò, lungi dall'essere soltanto bella e affascinante, questa celebre attrice austriaca naturalizzata americana ha dimostrato anche la sua attitudine alle scienze, che la portò all'idea per un'importante invenzione: mentre cantava accompagnata dal suo amico compositore George Antheil, ebbe una fondamentale intuizione per un sistema di comunicazione crittografato da usare in caso di conflitti.

Il progetto ottenne il brevetto nel 1942 ma l'esercito statunitense e la tecnologia del tempo non erano ancora pronti ad accogliere questa innovazione.

Il 2014 è stato il centenario della nascita di Hedy Lamarr

Hedy Lamarr dovette attendere per la sua personale rivincita il 1962, quando la tecnica da lei ideata con Antheil venne adottata dagli Stati Uniti come sistema di comunicazione a bordo di tutte le navi impegnate nel blocco di Cuba.

Questa idea è servita come base in diverse applicazioni non solo a scopi militari ma anche nella telefonia mobile e nella tecnologia wireless.

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